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9.6.11

involtini di tacchino nostalgici

Salve blogghine!!!!!!!!!!!
Oggi giornata un pò strana, piena di ricordi nostalgici. Mi è venuta in mente una mia vecchia amica molto cara con cui ho diviso la mia adolescenza, tante risate e tante lacrime, tanti consigli dati e tanti ricevuti, siamo cresciute praticamente insieme, siamo diventate mamme e poi per una serie di circostanze equivoche ci siamo allontanate fino a non parlarci più. Adesso sono passati 8 anni e non sò perchè in questi giorni non faccio che pensare a lei, il mio cuore mi dice di mettere da parte l'orgoglio e provare a contattarla, ma la mente continua a generare tanti "se" e tanti "ma" a cui io cerco di rispondere.
Comunque adesso basta non vorrei annoiarvi, anzi scusate il mio piccolo sfogo ma da quando faccio parte di questa famiglia di blogghine vi reputo delle amiche e le amiche servono anche a questo. Proverò a tirarmi sù preparando questi splendidi involtini per cena.

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INGREDIENTI PER 4 PERSONE

4 fette di fesa di tacchino
4 cucchiai di piselli in scatola
2 uova
2 cucchiai di grana grattugiato
2 bicchieri di marsala
1 bicchiere di brodo
1 cucchiaino di fecola
80 gr di burro
q.b. di olio ,sale ,pepe

PROCEDIMENTO

Battete le fette di tacchino, salatele e pepatele da entrambi i lati. In una terrina sbattete le uova con il grana e un pizzico di sale, unite i piselli e con il composto ottenuto cuocete in padellino 2 frittatine usando per ciascuna un cucchiaio di olio.Tagliate le frittatine a metà e disponete ogni mezza frittata su ciascuna fetta di carne. Arrotolate le fette, formando degli involtini e fermateli con degli stuzzicadenti o con della rete da cucina. Sciogliete 50 gr di burro in una casseruola e fate rosolare gli involtini, quindi bagnateli con metà del brodo e con il marsala. Cuoceteli a fuoco basso per 45 minuti circa. Nel frattempo lavorate il burro rimasto con la fecola. Quando gli involtini saranno cotti toglieteli dal recipiente e teneteli in caldo. Rimettete la casseruola sul fuoco, allungate il fondo di cottura con il brodo rimasto, Unite il burro con la fecola e cuocete per un paio di minuti mescolando finchè il sugo si sarà addensato. Spegnete il fuoco, slegate gli involtini, affettateli e versateci sopra il sugo. Accompagnate il tutto con del purè.



22.4.11

Spezzatino alle mele e Real Maestranza

Salve blogghine!!
Come vi avevo anticipato nel mio ultimo post vi avrei tenute aggiornate sulle Settimana Santa che si svolge nella mia città.
Il mercoledì mattina si svolge una manifestazione che in tutto il mondo non ha uguali: la Real Maestranza, che vede coinvolti i mestieri della città; infatti il nome Maestranza sta per Mastri o Maestri artigiani che ne fanno parte, mentre il titolo Reale gli fu attribuito da Ferdinando  di Borbone che rimase impressionato dalla bellezza della processione.
Anticamente la Real Maestranza era una milizia, quando fu abolita rimase sotto forma di organizzazione religiosa e il mercoledì Santo questo particolare esercito accompagna il SS Sacramento in solenne processione per le vie del centro storico.
Il personaggio principale è il Capitano, un uomo che ha alle spalle diversi anni di lavoro artigianale.
Un esercito di artigiani riuniti in dieci corporazioni, vestiti rigorosamente di nero, con in mano un cero acceso, guidati dal capitano vestito in abito settecentesco, insieme con lo scudiero, l’alabardiere e i consoli delle  dieci categorie artigiane si avviano verso la cattedrale con le bandiere chiuse. Il capitano eletto ogni anno da una delle dieci categorie, indossa guanti e calze nere e porta un crocifisso velato di nero in segno di lutto per la morte di Cristo. Quando il corteo giunge in cattedrale vengono tolti i  segni di lutto e sostituiti da quelli bianchi e la Maestranza esce con le bandiere al vento insieme al vescovo  che porta l’Eucaristia  in processione solenne per annunciare alla città la resurrezione di Cristo.

 
Il piccolino al centro è mio nipote e nell'altra foto suo nonno, il capitano. 



 

1 bicchiere di vino bianco secco
100 gr di concentrato di pomodoro
50 gr di burro
1 cipolla
1 spicchio di aglio
q.b. di salvia, rosmarino,olio farina sale e pepe

Fate scaldare in un tegame 3 cucchiai di olio con metà burro. Unite la carne infarinata, fatela rosolare bene da tutti i lati, quindi sgocciolatela dal condimento e tenetela da parte. Mondate e tritate finemente la cipolla, aggiungete l’aglio, la salvia, il rosmarino e fate rosolare il tutto nel fondo di cottura della carne. Rimettete nel tegame la carne, salate, pepate, unite il vino e  il concentrato di pomodoro diluito in poca acqua, coprite e fate cuocere a fuoco basso per circa due ore aggiungendo dell’acqua nel caso in cui il sugo si restringesse troppo. Circa 20 minuti prima del termine di cottura pelate  e private del torsolo le mele, quindi tagliatele a dadini. Fate sciogliere il rimanente burro in un tegame e fateci rosolare i dadini di mela per qualche minuto. Aggiungete le mele allo spezzatino e lasciate cuocere per altri 5 minuti.
Servite lo spezzatino ben caldo accompagnato da polenta o purè di patate.


Comunque eccovi adesso la ricetta dello spezzatino alle mele:
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
800 gr di spezzatino di vitello
2 mele renette

25.2.11

Straccetti di carne su letto di fonduta

Non fatevi impressionare dal titolo perché ad eseguire questo piatto ci vogliono poco meno di dieci minuti ma non ditelo ai vostri commensali ,anzi spacciatelo per un piatto di alta cucina, perché se sarete brave nella presentazione del piatto ci crederanno =P. Gli ingredienti sono pochi ma devono essere di ottima qualità(cosa per altro valida per tutti i piatti) .L’utilizzo del taleggio è facoltativo: potete sostituirlo con un altro formaggio di vostro gradimento, l’importante è che sia un formaggio che si fonda facilmente , che non abbia un gusto molto forte e che si sposi bene con la carne. Se non avete del rosmarino fresco potete utilizzare un olio aromatizzato(cercate la ricetta sul mio blog) per il resto libero sfogo alla vostra fantasia.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE
400g di carne per involtini sottile
300g di taleggio
150g di latte
50g di burro
Noce moscata
Un rametto di rosmarino
Una manciata di pistacchi tritati
q.b di olio

Cominciate con il tagliare la carne in piccoli pezzi (cercate di tagliare i pezzetti tutti della stessa dimensione in modo che abbiano lo stesso tempo di cottura). In una padella antiaderente mettete olio ,burro e rosmarino. Quando il burro si sarà sciolto unite gli straccetti di carne, salateli e cuoceteli non più di 2 minuti per lato. Nel frattempo preparate la fonduta con il latte e il formaggio tagliato a tocchetti e una grattugiatina di noce moscata. Quando il formaggio si sarà fuso ponetene due cucchiai al centro del piatto, adagiatevi sopra la carne e cospargete di pistacchi.

Tenerezze al Nero d'Avola


Questa è la ricetta con cui partecipo al contest “Edo ergo sum” di Cooking Elena. Lo scopo del contest è quello di trovare una ricetta che ci descriva. Io ho scelto le tenerezze al nero d’Avola perché  penso che mi rappresenti al meglio. La carne è tenerissima ma la glassa al vino ha un gusto molto deciso e poi è un vino siciliano. Si, sono proprio io, tenera ma decisa e cresciuta sotto il meraviglioso sole siciliano!



INGREDIENTI PER 4 PERSONE
500g di polpa di vitello tenerissima (o di manzo)
1l di vino rosso(nero d’Avola)
1l di brodo vegetale
1 cipolla
1 carota
Un paio di foglie d’alloro
Pepe nero in grani
2 cucchiaini di fruminia (o farina 00)
q.b di olio e sale

Sbucciate la cipolla e tagliatela in quattro, pulite la carota e tagliatela in pezzi grossi. Adesso preparate un marinatura fatta con il vino ,la cipolla ,la carota,la carne,le foglie d’alloro e qualche grano di pepe, coprite con pellicola il contenitore e lasciate riposare un paio d’ore. Togliete la carne e le verdure dalla marinatura e mettetele in una casseruola  con un filo d’olio, fate sigillare bene la carne a fuoco alto da tutti i lati poi salate e coprite il tutto con il brodo (potete anche utilizzare un comune brodo fatto con il dado). Abbassate la fiamma e cuocete un paio d’ore o almeno fino a quando il brodo si sarà ristretto e la carne risulterà molto cotta. Preparate la glassa usando metà del vino (altrimenti ne verrebbe troppa!) .Mettete il vino in un pentolino, portatelo a ebollizione a fuoco dolce in modo che evapori parte dell’alcool e lasciate sobollire per 5 minuti poi unite la frumina (ma prima scioglietela in un po’ di vino) e aspettate che si addensi.
Componete il piatto adagiando i bocconcini di carne su un letto di glassa e finendo con una macinate di pepe fresco.


                                   Con questa ricetta partecipo al contest “Edo ergo sum”
                       

7.2.11

Pizzami il polpettone!


Questo piatto è proprio pasticciato ed è nato dal bisogno di far mangiare la carne trita alla mia piccolina, non che a lei non piaccia la carne, ma quella trita non è la sua preferita.  Quindi mi sono chiesta: cosa piace di più ai bambini? La mia risposta e stata 1)la pizza 2) le patate quindi mettiamo insieme alcuni ingredienti di qua altri di là e il gioco e fatto.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

500g di carne trita
2 uova intere
3 fette di pane in cassetta
100g di parmigiano grattugiato
1 bicchiere di  latte
4 patate
60g di prosciutto cotto
5 wurstel
1 scatola di pomodori pelati
Sale,pepe,olio

Sbucciate le patate ,tagliatele a fettine e sbollentatele in acqua salata per qualche minuto .Nel frattempo prendete una ciotola, metteteci dentro la carne trita, le uova, il parmigiano, le 3 fette di pane  bagnate con il latte ,salate e impastate il tutto con le mani. Adesso prendete una pirofila, ungetela e adagiate uno strato di patate sopra le cui metterete la carne e cercherete di ricoprire tutte le patate.


Così facendo avrete la base per la vostra pizza ,ricoprite quindi il tutto con i pezzetti di pomodoro ,il prosciutto,i wurstel a pezzetti e finite con un filo d’olio e un po’ di origano.


Infornate il tutto a 180 a forno caldo per 20 minuti.



Stinco alla birra


Ecco il piatto preferito da mio marito, sua signoria LO STINCO, ed ecco perché so cucinarlo in un marea di modi  ma non glielo cucino molto spesso. Si, perché se è vero il detto che gli uomini si prendono per  la gola, è altrettanto vero che se esageriamo  ci ritroveremo con un uomo che si potrà prendere anche per la pancia, quindi donne sappiate gestire il gusto e le calorie!

INGREDIENTI PER 2 PERSONE

2 stinchi di maiale
1 cipolla
1 carota
1 costa di sedano
2 pomodori maturi
200g di birra
2 cucchiai di senape
Olio ,sale ,pepe

Pulite le verdure ,tritatele e mettetele da parte. Prendete gli stinchi e con un coltello ben affilato praticate dei tagli in modo che cuocia bene anche all’interno, quindi salate, pepate,  spalmateli di senape, sistemateli in una pirofila da forno, irrorateli con un filo d’olio e mettete in forno già caldo a 220 per circa 30 minuti.


Trascorso il tempo,  aggiungete il trito di verdure, i pomodori  tagliati a pezzettini, bagnate con la birra e continuate la cottura per altri 60 minuti avendo cura di rigirare ogni tanto gli stinchi e di bagnarli con il fondo di cottura.


A cottura ultimata togliete gli  stinchi dalla pirofila e frullate  con un  mixer  il fondo di cottura che adagerete sugli  stinchi prima di servirli.


FATEMI SAPERE  SE VOSTRO MARITO HA GRADITO!

31.1.11

Knodel

Questa ricetta mi sta particolarmente a cuore poiché di origine tedesca. Essendo io nata in Germania, mi ricorda un po’ il mio paese d’origine. Non so se questa è la ricetta originale, ma è quella che ci tramandiamo di generazione in generazione. È rivolta a chi ama le patate e la carne di maiale, e vi devo solo chiedere di seguire le mie indicazioni alla lettera per una buona riuscita della ricetta. Cercherò di essere il più precisa possibile, perché non vorrei  che  un mio errore possa far risultare il piatto poco appetibile.
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
4 fettine di suino con l’osso
350 g di cipolle dorate
1 kg di patate
500 g di fecola di patate
2 uova intere
2 cucchiai di gulasch in polvere (altrimenti due dadi di carne)
q.b sale, olio e acqua

Lavate le patate,con tutta la buccia mettetele in una pentola, copritele con acqua fredda, aggiungete 2 cucchiai di sale e portate ad ebollizione per 20 minuti circa. Dopo di che infilzatele con la forchetta per controllare il grado di cottura. Mi raccomando: le patate non dovranno essere né troppo cotte né troppo dure, la forchetta deve entrare nella patata senza resistenza. Un consiglio che vi do è di prendere le patate all’incirca della stessa dimensione per evitare che alcune siano pronte prima e altre dopo.
Sbucciate e affettate sottilmente le cipolle, se volete aiutatevi con la mandolina, e mettetele a stufare in una casseruola molto capiente con 3-4 cucchiai d’olio d’oliva a fuoco dolce e poi salatele.Nel frattempo, in una padella antiaderente, fate dorare la carne senza aggiungere olio, salatela e mettetela su della carta assorbente per asciugare il grasso della carne stessa. A questo punto, aggiungetela alle cipolle, coprite il tutto con l’acqua, aggiungete la polvere di gulasch( o il dado), mettete il coperchio e lasciate cuocere a fuoco dolce per almeno un’ora e mezza.
Adesso dedichiamoci agli knodel. Sbucciate le patate che avete lessato e schiacciatele con lo schiacciapatate (non con la forchetta, non con il frullatore o altro), aggiungete le uova e metà della fecola di patate, salate e impastate con le mani aggiungendo gradatamente la restante fecola. Vi dico di aggiungere gradua temente perche non so effettivamente quanta fecola serve, questo dovete capirlo voi maneggiando l’impasto(perché ci sono alcuni tipi di patate che assorbono più fecola e altre che ne assorbono meno). L’impasto deve risultare sodo e non appiccicoso. A questo punto modellate delle grosse polpette e spolveratele con un po’ di fecola per non farle appiccicare tra loro e ponetele in frigo.
Quando la carne è pronta, mettete sul fuoco una grossa pentola con acqua salata, portate a ebollizione e metteteci dentro gli knodel per almeno un quarto d’ora. Io per sbrigarmi, a volte, dopo dieci minuti le taglio in due. Mi raccomando: non mettetele tutte insieme (a meno che non abbiate un grandissimo pentolone).

Servite in un piatto fondo accompagnate dalla carne e dal suo sughetto.